I Mangiatori di Carne: la natura perde la testa

Stasera l’odore della boscaglia intorno al bunker è strano. C’è un tanfo dolciastro, umido, di decomposizione precoce. Mi ricorda l’odore delle gabbie esterne della tenuta di Dottor No. Ogni volta che Romero Cagazzo – quel suo cane-gatto mutante e puzzolente – si abbuffa di cibo putrido e cresce di taglia, l’aria diventa irrespirabile. Nel 2074 le mutazioni sono all’ordine del giorno, ma abbiamo dimenticato che la natura ha iniziato a svalvolare molto prima del crollo. Maremma impestata, bastava guardarsi intorno nel 2026.

La piaga dei vermi divoratori

Il professor Rick Memory mi ha mostrato una vecchia notizia dell’estate del 2026 salvata nei suoi archivi. In Messico, una specie di mosca carnivora – i cui vermi si nutrono letteralmente di carne viva di mammiferi e umani – aveva superato i cinquecento casi di infezione. I cosiddetti “screwworms”. Vermi mangia-carne. Animali minuscoli che entravano nelle ferite e cominciavano a scavare gallerie nei tessuti viventi delle persone.

La gente in quell’anno parlava di emergenza sanitaria temporanea, di barriere biologiche da ripristinare. Non capivano che i sistemi ecologici di controllo si stavano già disattivando. La terra stava cominciando a produrre i suoi anticorpi per eliminare una specie – la nostra – che passava la vita collegata alle Cattedrali del Sogno, inerte e apatica, incapace di prendersi cura del proprio pianeta. La natura ci stava letteralmente mangiando vivi mentre noi eravamo occupati a scorrere feed sui nostri schermi.

Dagli insetti ai mostri genetici

Quei parassiti del 2026 furono solo l’antipasto. Quando il crollo del 2056 spense la rete elettrica globale e mandò in tilt le Torri di Controllo Emotivo, la bioingegneria perse ogni freno etico. Scienziati folli come Dottor No (Marco Baiocchi) iniziarono a usare le sub-routine genetiche di quegli stessi parassiti per fare esperimenti indicibili nei loro laboratori blindati.

Cercavano una cura per il virus memetico che aveva zombificato miliardi di persone e perfino i loro androidi – come Cerere, l’androide di Baiocchi tuttora chiusa a chiave nel suo armadio. Ma invece di curare, hanno creato mostruosità. Romero Cagazzo è il risultato di quegli innesti falliti: una creatura storpia, stizzita, che cambia dimensioni a seconda di quanto marciume riesce a ingurgitare. Un promemoria vivente del nostro delirio di onnipotenza.

Resistere con la Taylor

Quando sento ronzare qualcosa di troppo grande fuori dalla porta di ferro del bunker, non prendo un insetticida. Prendo la mia fidata chitarra Taylor acustica e inizio a pizzicare le corde. Le vibrazioni a bassa frequenza del legno infastidiscono i parassiti mutanti e calmano gli zombie erranti, tenendoli lontani dalla recinzione. La musica analogica è ancora il nostro miglior scudo contro le follie biologiche che abbiamo contribuito a creare.

A voi che nel 2026 leggete di emergenze sanitarie e vermi mangia-carne pensando che sia solo un problema esotico lontano dai vostri condomini climatizzati: ricordate che la terra non ha fretta. Inizia con un verme sotto la pelle e finisce con una cattedrale di sogni spenti. Cominciate a sporcarvi le mani con la terra vera prima che sia lei a consumare le vostre.


Ispirato alla notizia reale del 2026: “Flesh-eating screwworms feast on humans in Mexico; human cases top 500”.